Finisce qui

Febbraio 13th, 2008

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Il blog è in fase di smantellamento.
Due anni esatti, da un 14 febbraio a oggi 13.
Mi pare abbastanza.

Distinti saluti.

I fachiri dell’amore

Gennaio 21st, 2008

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Non dovresti guardarla così. Non ti fa bene. Il fachiro dell’amore, l’unico tra tutti i fachiri che sanguina sempre. I fachiri. Che animali strani. Il fachiro è feroce. Il fachiro è innocuo. Il fachiro dell’amore si distingue dal fachiro di johnson o dal fachiro maculato per i suoi occhi lucidi e l’istinto alla menzogna. Il fachiro dell’amore può anche riposare a pancia in giù, quando vuole esagerare. Quando il fachiro dell’amore entra nel periodo del calore, punta una donna e la corteggia per mesi, forse anche anni, ma non riesce mai ad accoppiarsi. I fachiri dell’amore non si riproducono: si evolvono per imitazione. Non dovrei guardarli così.

In-coscienza

Luglio 26th, 2007

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Approfittando di un sonno meridiano appesantito dai cuscini del sofà, un sogno dalle spalle minute scivolò fuori, tra le ciglia bagnate, e si mise a svolazzare goffamente per la stanza. Svegliatosi con un prurito al naso, il gigante balzò in piedi cercando di afferrare la farfalla-sogno, mentre questa sbatteva forte le ali per prender confidenza con il volo. In un battibaleno il soggiorno silenzioso si trasformò in una caotica commedia di frastuoni, con salti sulle sedie e sul tavolo da pranzo, lamenti di ginocchia e stridolini di paura. La farfalla-sogno dalle spalle minute si accorse di una via d’uscita, e dopo aver tentato di distrarre il padrone con brevi scatti in direzioni diverse, si lanciò verso la finestra aperta frullando l’aria più che poteva. Ecco infine che si sentì avvolta dalla luce del sole, ma per un istante, non di più. Colpa di una mano eroica del gigante che la rinchiudeva, riportandola giù per cinque piani fino alla strada, in una ferrea presa di volontà e d’utopia, che rimase salda anche nel clamore e nelle grida dei passanti.

Istruzioni per l’attesa della pioggia

Maggio 26th, 2007

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[collana di scritti cortàzariani]

Prima di uscire di casa, controllare gli orari della pioggia sul giornale.
Poi, dirigersi verso la prima panchina all’ombra, possibilmente di un tiglio, e sedersi tranquillamente.
Trascorsi dai quattro ai sei minuti, cambiare posizione delle gambe e guardare ripetutamente verso l’alto, poi sospirare e cambiare nuovamente posizione. Ripetere l’esercizio almeno tre o quattro volte.
Se la pioggia ancora non arriva, portare l’orologio all’altezza del vostro naso, inarcare un sopracciglio, assumere un’espressione leggermente preoccupata e portare lo sguardo dal quadrante al cielo e dal cielo al quadrante; un paio di volte, non di più.
Nel caso la pioggia non fosse ancora sopraggiunta, ticchettare nervosamente con le dita sulla panchina, e scuotere la testa con disapprovazione. Si consiglia di ritentare gli esercizi precedentemente descritti, gli sguardi al cielo e all’orologio, i cambi di posizione. Dopo circa 20 minuti, alzatevi dalla panchina. A quel punto, quasi sicuramente, inizierà a piovere.

Postilla: Nel malaugurato caso non dovesse piovere neanche una volta che vi siate alzati dalla panchina, si consiglia di tornare a casa, prendere il giornale, uscire nuovamente e raggiungere il centro di una piazza cittadina. Qui posare per terra il giornale e, come atto di protesta, dargli fuoco. Aspettare con aria di sfida che la pioggia passi a spegnerlo.

L’attrice

Maggio 19th, 2007

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Ed ecco che fa l’attrice, e quel gesto mi rimane qui, proprio qui. Che lo ritrovo quando voglio, basta pensarci un decimo di secondo, basta che pensi a lei e lo fa di nuovo, e ogni volta scuoto la testa. Smette il sorriso e si fa seria, con la bocca lievemente serrata, gli occhi guardano verso il basso e quasi si chiudono, le piccole mani si portano in avanti e si aprono sincronicamente e lentamente, con grazia, a prender distanza dalle seccature, e l’insieme è un personaggio serioso e sussiegoso, che sul treno ha noia quando i bambini piangono e le scolaresche giocano e le donne grasse fanno cadere le loro valigie e tamponano il proprio sudore con enormi fazzoletti di stoffa. E poi il personaggio svanisce e l’attrice lascia entrare il sorriso; gli occhi si aprono di nuovo e mi guardano, quegli occhi…
Il tutto in un momento, nel tempo necessario alla prima neve per sciogliersi sulla mia mano.

Prosopografia delle mani (disposta su tre livelli)

Marzo 3rd, 2007

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1. Le mani solitamente hanno un palmo e cinque dita. Alla fine delle dita, sulla parte superiore, vi sono le unghie; sulla parte inferiore invece si trovano timbri di impronte digitali. Le mani sono color pelle sul dorso e color pelle tenue sul palmo. I peli sono radi e si trovano a volte sul dorso, o tra il mignolo e il polso, oppure sulle falangi; ma sono molto frequenti mani totalmente glabre, soprattutto per le specie femminili. Sui palmi delle mani si possono notare diverse strade, che si crede portino verso grandi rivelazioni, e invece non portano da nessuna parte. Il dorso della mano invece il più delle volte non riesce a nascondere i tubi e le molle che si trovano all’interno. Tra il dorso del palmo e le dita lunghe si trovano quattro montagnole chiare, spesso usate per atteggiamenti cinematograficamente cafoni. Tra il dorso del palmo e il dito tozzo, c’è una montagnola dalle pendici mobili che serve al principiante della pallacanestro per capire come non va presa la palla, uscendo e rientrando celermente - e dolorosamente. Le mani sono molto utili per i verbi prendere, stringere, colpire, accarezzare, tastare, massaggiare, presentare, raccogliere, segnalare, suonare, maneggiare con cura, soppesare, sfiorare, informare delle sgradevoli abitudini del partner. I vestiti delle mani si chiamano guanti. Un meccanismo che richiede le mani è detto manuale. Un meccanismo che non le richiede è detto automatico (ad esempio: un meccanismo che richiede la pigrizia è il cambio automatico).

2. Se si stringe la mano su sé stessa, la mano si chiama pugno, e viene usata per far del male a un altro possessore di mani, o a sé stessi; solitamente ad entrambi.
Sulle dita della mia mano vi sono delle ferite.
Il pugno è grande quanto il cuore.

3. Potrei confonderli.

Riflessioni dal treno regionale 6897 - con il tacito benestare di Julio Cortàzar (postumo)

Febbraio 12th, 2007

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I cronopios salgono sui treni solitamente in comitive numerose, con grandi cappelli colorati, trasportando diverse borse e buste che sistemano goffamente tra i sedili. Ai cronopios piace collezionare i biglietti ferroviari, che poi attaccano con nastro adesivo alle valigie. Quando il viaggio è breve, al cronopio piace intonare vecchie canzoni. Quando il viaggio è lungo alternano alle canzoni lunghe fasi di sonno, con la testa ciondolante; le fasi di sonno sono scandite dai secchi rintocchi delle teste sui finestrini. I cronopios prendono molto sul serio le targhette sui vetri, e nessuno di loro getta mai nulla dal finestrino o si sporge all’infuori; essi amano ripetersi tali accorgimenti, anche in diverse lingue. Non di rado un cronopio, ad inizio viaggio, si alza e, in equilibrio perfetto, spiega alla comitiva come usare il martello d’emergenza in caso di necessità. Quando i cronopios giungono alla stazione di arrivo se ne accorgono sempre in ritardo e scendono velocemente e goffamente, mentre il primo ad uscire supplica piangendo il capostazione di non far ripartire il treno prima che non siano scesi tutti i suoi compagni.

I famas salgono sui treni con un giornale sottobraccio ed il biglietto stretto in mano. Durante il tragitto i famas amano leggere in silenzio, e viaggiano il più delle volte da soli. Quando i famas incontrano comitive di cronopios, alzano lo sguardo dal giornale e scuotono la testa dicendo “cronopio cronopio”. I famas detestano i treni affollati e spesso si portano un fazzoletto di tessuto alle narici per non sentire il puzzo misto di sudore, sporcizia e fretta tipico dei treni, soprattutto dei regionali. Spesso viaggiano con vecchi vestiti, che lavano subito appena arrivano a casa, per paura dei microbi sparsi sul sedile. I famas controllano sempre l’ordine degli scompartimenti e dei bagagli, che sono sempre pronti a sistemare per non farli cadere dagli appositi ripiani in alto; non di rado redistribuiscono tutti i bagagli per occupare meno spazio, facendo dannare i cronopios che pensando di aver perso i propri. Quando un fama deve scendere dal treno, si piazza davanti alle porte del convoglio quindici minuti prima dell’arrivo stimato, controllando ripetutamente i nomi delle stazioni attraversate.

Le speranze salgono sui treni pensando solamente ad arrivare in orario.

La strategia del Terrone

Gennaio 5th, 2007

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L’editoriale di Arginaldo Dinghilterra

La strategia del Terrone colpisce ancora, in questo periodo ormai definito de i giorni di piombo. Numerosi i civili rimasti vittime delle azioni terroniste in diversi centri del Mezzogiorno, soprattutto giovani studenti che tornavano al Sud per passare le vacanze in famiglia. Secondo gli esperti i mandanti sarebbero le grandi Imamme, leaders del sistema matriarcale di stampo anarco-nutrizionalista che gestisce le cellule terroniste sparse a macchia d’olio d’oliva in tutto il meridione. Gli ordigni artigianali, fabbricati con notevoli quantità di zuccheri e acidi grassi, ammonterebbero a svariate migliaia, quasi tutti utilizzati con efficacia da questi sobillatori delle masse e nemici dell’ordine pubblico. Previste nuove esplosioni alimentari per la giornata di domani, 6 gennaio. La stessa befana si ritiene possa essere legata al movimento delle Imamme, accusa questa mai smentita dalla vecchia. Le forze dell’ordine sono avvisate, ma sono numerosi i sospetti di infiltrazioni terroniste anche dietro i distintivi. C’è sempre qualcuno che ha già le mani in pasta..

Nota: La strategia del Terrone non va assolutamente confusa con la strategia del Torrone, azione anche questa criminale portata avanti da alcuni esponenti del partito cariato militante, un pericoloso gruppo d’azione paradontoiatrico.

Il paese del cronopio, habitat #1

Dicembre 1st, 2006

Posted in prosopografie, pioggiacacca by cronopio |

Nel paese del cronopio le parole valgono più delle azioni. Nel paese del cronopio se qualcuno spara e poi chiede scusa, è perdonato. Nel paese del cronopio se qualcuno dice “stronzo!” e poi viene malmenato, va in carcere. In questo paese chi ruba va di guardia e chi guarda è derubato. Nel paese in cui le parole valgono più delle azioni, le parole dei maggiori azionisti valgono ancora più. Nel paese del cronopio chi lavora senza una lira non può rivendicare neanche un euro. In questo paese se qualcuno crede di poter vincere usando anche lui le parole per dire che è tutto sbagliato, il suo padrone conferma implicitamente la sua ipotesi dicendo “non è vero niente! andrai in carcere!”. E tutto sbagliato rimane.
In questo paese quando un padrone compra tutti i telefoni e poi non li fa funzionare, scarica la colpa su quelli più in alto di lui e tutti si congratulano e gli offrono dei soldi. In questo paese quando un padrone compra tutte le strade e poi le lascia in rovina, scarica la colpa su quelli più in alto di lui e tutti si congratulano e gli offrono un passaggio. In questo paese quando un padrone compra tutti gli aerei e poi sbaglia le strategie di mercato, da la colpa ai sindacati e tutti gli fanno i complimenti e gli offrono un jet privato. In questo paese quando un padrone dice ai suoi segugi di spiare gli avversari e viene scoperto, dice che è stato scoperto dalle
spie degli avversari, e tutti si congratulano con lui e gli regalano un ritratto di lucrezia borgia. In questo paese quando un padrone diventa potente sfruttando l’ignoranza della gente, tutti gli fanno i complimenti e cominciano a scrivere la sua biografia. In questo paese quando un vecchio ricco e potente parla male degli arabi, tutti gli fanno i complimenti e comprano il calendario di frate indovino. In questo paese quando un arabo parla male del vecchio ricco e potente, va in carcere. In questo paese quando le puttane e i nani vanno in televisione tutti cercano di telefonare in trasmissione per fare i complimenti. In questo paese quando delle persone in televisione dicono per caso delle verità, tutti cercano di telefonare in trasmissione per dire quanto si è indignati. In questo paese quando uno scienziato sperimenta una tecnica per usare l’energia solare in maniera efficace, tutti gli fanno i complimenti e gli tagliano i fondi e lo mandano a lavorare all’estero. In questo paese quando ci sono i verdi al governo si piantano rigassificatori e si scavano gallerie in montagne piene d’amianto, e tutti gli fanno i complimenti e gli offrono dei rifiuti tossici.
Nel paese del cronopio quando un padrone dice che metà degli abitanti sono coglioni, nessuno contesta il fatto che in realtà ce ne sono molti di più.

Imprevisti

Novembre 24th, 2006

Posted in prosopografie by cronopio |

a. sei persone in fila alla posta. estate, caldo, ascelle pezzate, condizionatore rotto. la fila è ferma. dal soffitto cade un frigorifero.

b. missione spaziale. l’astronauta mette scende con una scaletta e mette sil piede sulla luna. vi trova un rotolo di carta igienica, usato a metà.

c. chiesa, messa per un funerale. il prete decanta le lodi del morto. il morto dissente con modestia.

d. spiaggia affollata. una ragazza attraente stende un telo nei pressi del bagniasciuga e si sdraia. un koala esce dall’acqua e si masturba.

e. stazione ferroviaria di chiusi-chianciano terme. l’intercity proveniente da napoli centrale e diretto a milano centrale arriva con 4 minuti di anticipo.

f. fermata dell’autobus. all’arrivo della vettura numero 3, un uomo alza il braccio e con fare intimidatorio annuncia: fermati budello!

g. domenica, angelus in piazza san pietro. il papa è affacciato alla finestra. dietro di lui sfila velocemente una brasiliana ventenne nuda.

g+1. stonehenge. turisti in visita. c’è silenzio e piove. cade dal cielo una lavatrice con dentro un koala centrifugato ma felice.

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